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Francia : “Matrimonio gay”, quello che non vi hanno spiegato

Scritto da Xavier Eman – pubblicato su IDEODROMOCASAPOUND.ORG

A Parigi, come ovunque in Francia, il dibattito sulla « legge Taubira » (dal nome del ministro della Giustizia), che istituzionalizza « l’unione civile tra persone dello stesso sesso », ha suscitato un’opposizione di un’ampiezza ed una veemenza decisamente inattese. Mentre nella maggior parte dei paesi europei in cui legislazioni equivalenti sono state adottate (Inghilterra e Spagna, ad esempio), esse hanno provocato solo qualche reazione ostile simbolica o marginale, in Francia tale questione ha cristallizzato le passioni e suscitato un’onda di proteste mai viste da almeno una decina d’anni.

In effetti, al di là delle gigantesche manifestazioni nazionali, che hanno raggiunto il milione di partecipanti, centinaia d’azioni « anti-matrimonio gay » si sono svolte su tutto il territorio nazionale. Fatto rarissimo nella storia francese recente, questa volta è stata la destra ad impossessarsi della strada, lanciandosi in un attivismo sfrenato che si è spinto fino agli scontri con le forze dell’ordine, qualcosa di fondamentalmente contrario al suo DNA legittimista e rigorista. Sebbene questa mobilizzazione abbia riguardato essenzialmente i ceti medi e medio-alti, così come la comunità cattolica, è troppo importante e persistente (oggi, nonostante il testo sia stato definitivamente adottato dal parlamento, le manifestazioni continuano …) per essere messa da parte, come ha fatto l’attuale governo « socialista », pretendendo che si fosse trattato semplicemente di una « tensione reazionaria » di fronte ad una nuova conquista sociale. In effetti, il vasto « successo » (o comunque il risultato, per lo meno in termini quantitativi) del movimento d’opposizione al « matrimonio gay » ha varie spiegazioni.

Innanzitutto, in Francia, le coppie omosessuali hanno già diritto al Pacs (Patto civile di solidarietà), dispositivo giuridico che permette loro di avere vari diritti, tra i quali quelli fiscali e patrimoniali (eredità), più o meno equivalenti a quelli di un matrimonio classico. La legge Taubira non mira quindi a « fornire una legittimità pubblica e giuridica » alle coppie omosessuali, visto che è già così da numerosi anni, ma ad « istituzionalizzare » queste unioni e, soprattutto, a permettere loro il diritto all’adozione. Peraltro è proprio la facoltà all’adozione per gli omosessuali, molto più che la pretesa « omofobia » epidermica, che preoccupa la maggior parte degli oppositori a questo disegno di legge.

In secondo luogo, questa legge integra dei provvedimenti che aprono le porte alla generalizzazione della PMA (procreazione medicalmente assistita) e della GPA (gestazione per altri, o maternità surrogata) che legalizzerebbero la commercializzazione della procreazione. Al di là quindi della semplice, e finalmente secondaria, questione dei diritti degli omosessuali, la legge Taubira è un testo portatore di una determinata visione del mondo, della famiglia, dell’essere genitori e anche del rapporto al corpo umano in radicale rottura con la tradizione ancestrale francese ed europea. Questo disegno di legge, abbozzo di una vera e propria « rivoluzione antropologica », è difatti un provvedimento fondamentalmente liberale (e per niente socialista, malgrado l’etichetta fallace dei suoi promotori, ripresa stupidamente dai manifestanti) che istituisce il desiderio individuale come fondatore e creatore di diritti, e rende ufficiale la commercializzazione completa del corpo e la monetizzazione crescente dei rapporti umani. Se ho « voglia » di un bambino, presto ne potrò comprare uno in maniera totalmente legale… E’ quello che annuncia questa legge, non è niente di meno che la creazione di un nuovo « mercato », altamente rimunerativo, quello della procreazione e del voler essere genitori a tutti i costi.

Per concludere, la grandezza della mobilitazione si spiega anche a causa dell’esasperazione della « maggioranza silenziosa », degli strati della popolazione francese ignorati dalle pubbliche istituzioni e dai media e che sono, nonostante tutto, il cuore economico e sociale della nazione. Le classi medie e medio-alte francesi, schiacciate dalle tasse, discriminate a profitto delle masse immigrate, insultate e prese in giro dai detentori del pensiero politicamente corretto e progressista, sono stufe di subire i diktat delle svariate minoranze (etniche, religiose, sessuali…) che impongono ogni giorno di più le loro pressanti esigenze. E’ anche per esprimere quest’esasperazione generale che questa Francia « normale », che lavora, paga i contributi e fa i figli, per la maggior parte bianca e cattolica, ha colto l’occasione del dibattito sulla legge Taubira per farsi sentire.
Tali diverse ragioni ci permettono di guardare alla mobilitazione popolare eccezionale con un occhio piuttosto benevolo in quanto prova che il popolo francese non è totalmente anestetizzato ed è ancora capace di vivacità e di collera. La mandria non è del tutto pronta a farsi condurre verso il caos senza reagire…

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