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24.11 – ITALIA IN MARCIA CONTRO IL GOVERNO DEI BANCHIERI E PER LO STATO SOCIALE

CasaPound: cambia il percorso del corteo di Roma, domani alle 11 conferenza stampa a via Napoleone III

Roma, 22 novembre – Cambia il percorso del corteo nazionale di CasaPound Italia di sabato 24 novembre contro il governo dei banchierie a difesa dello stato sociale. La manifestazione partirà alle 16 da piazza Mazzini invece che da piazza della Repubblica e terminerà aPonte Milvio invece che al Colosseo. Domani alle 11 conferenza stampa a CasaPound, in via Napoleone III 8 a Roma.

Governo: Italia in marcia contro il governo dei banchieri e per lo Stato sociale, il 24 novembre a Roma corteo nazionale di CasaPound dalle 16 da piazza della Repubblica a Santi Apostoli, migliaia di adesioni da tutta Italia.

Roma, 13 novembre – L’Italia in marcia contro il governo dei banchierie a difesa dello stato sociale. Il 24 novembre corteo nazionale di CasaPound Italia a Roma per dire ‘no’ a privatizzazioni, speculazione, azzeramento delle tutele per il lavoro, perdita della sovranità nazionale. Già migliaia le adesioni alla manifestazione, che partirà alle 16 da piazza della Repubblica, dove ci sarà il concentramento per le decine di pullman in arrivo da tutta Italia, per terminare al Colosseo con gli interventi dal palco.

”Saremo in piazza – spiega Cpi in una nota – per chi ha perso il lavoro, per i Marò dimenticati in India, per i lavoratori ‘suicidati’ da un governo vampiro, per far valere le ragioni di interi territori abbandonati a loro stessi perché ‘non strategici’, tagliati fuori dai trasporti e dalle infrastrutture, espulsi dal sistema produttivo e relegati al ruolo di parco divertimenti per turisti. Manifesteremo per e con gli studenti, svenduti al miglior offerente, e per chi ancora crede che l’Italia sia una Nazione, contro un governo piagnone e ipocrita, che impone misure lacrime e sangue a cittadini e piccole imprese per non toccare i grandi interessi”.

”Sfileremo contro la casta, i tecnici, la finanza, i mercati, contro le banche e contro l’usura – aggiunge CasaPound Italia – per urlare a chi ancora non vuol sentire che il governo Monti non è la soluzione per evitare il fallimento del paese così come Grillo non è la soluzione per cambiarlo. Dimostreremo che ci sono migliaia di lavoratori, precari, pensionati, studenti che non si arrendono al canto delle sirene dell’antipolitica né si lasciano anestetizzare dal mantra moderato: un’Italia in marcia pronta a sfidare la medusa per riprendersi il suo paese”.

Cpi ai firmatari della lettera pubblicata da Repubblica: “Siete ambiziosi in cerca di visibilità”

Roma, 16 nov – “Il totale misconoscimento delle regole democratiche minime da parte di coloro che hanno sempre in bocca la parola democrazia fa spavento: per garantire la libertà in questa nazione, ci dicono, bisogna abolire il diritto di manifestare”. Così, in una nota, CasaPound Italia risponde alla lettera aperta pubblicata da Repubblica contro il corteo che il movimento guidato da Gianluca Iannone ha indetto per sabato 24 novembre, a Roma. “Nel nostro primo manifesto elettorale – prosegue Cpi – abbiamo ricordato a tutti i cittadini che se non amavano il nostro movimento potevano semplicemente non votarlo. Un principio semplice semplice che pure non riesce a entrare nella testa di chi pensa di poter risolvere tutto con l’arroganza. Ecco quindi spuntare appelli scritti in fotocopia, sempre con la stessa litania stanca e vecchia di quarant’anni, scritti da un pugno di giovani ambiziosi in cerca di visibilità. Ci sono i rappresentanti delle minoranze desiderosi di scalare posizioni nelle loro organizzazioni di appartenenza, il giornalista di centrodestra che vuole darsi un tono con l’antifascismo, la giovane radicale ignara che proprio il Partito radicale romano abbia più volte dialogato con Cpi, il manager rampante imbucato in un’azienda pubblica. Ebbene, di fronte alla più grave crisi economica che l’Europa ricordi, questi brillanti esponenti della società civile non trovano di meglio che attaccare CasaPound, seguiti ovviamente a ruota dai soliti Masini, Peciola, Foschi e compagnia cantante, di cui sfidiamo chiunque a ricordare una sola azione degna di nota oltre ai soliti comunicati contro Cpi”.

Per CasaPound “è poi assurdo che si voglia delegittimare un movimento in base a una semplice fandonia che, ripetuta mille volte, si spera diventi verità: ci riferiamo all‘inesistente acquisizione dello stabile di via Napoleone III numero 8 da parte del Comune di Roma. Quante volte dovremo ancora ripetere che CasaPound è una occupazione a scopo abitativo e che ci è del tutto indifferente la titolarità del proprietario di un palazzo che era bellamente lasciato sfitto a scopi speculativi prima del nostro ingresso? Chi si dia la pena di leggere i documenti sa poi che non esiste nessuna delibera che certifichi tale passaggio, che non si parla da nessuna parte di ‘assegnazione’ dello stabile a Cpi, che i famosi 11,8 milioni sono del tutto virtuali poiché frutto di una permuta e non di un acquisto, che in ogni caso non è previsto che un solo centesimo finisca nelle nostre casse, che nella stessa situazione si trovano decine di occupazioni di sinistra”. CasaPound conclude quindi auspicando “che i firmatari della letterina facciano la carriera che tanto anelano, possibilmente senza farsi largo limitando la libertà altrui. A loro e a tutte le vestali del politicamente corretto ricordiamo che Cpi si presenterà alle elezioni regionali e comunali: se ci odiano con tanto cieco fanatismo possono sempre non votarci”.

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