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CasaPound Italia per i marò: i risultati della perizia dell’ing. Di Stefano

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Di Stefano, St. Antony potrebbe essere stato mitragliato per aver sconfinato

Roma, 5 aprile – Il St. Antony potrebbe essere stato mitragliato per aver sconfinato in acque dello Sri Lanka. E’ quanto emerge dall’accurata analisi tecnica realizzata dall’ingegnere Luigi Di Stefano (e pubblicata in rete all’indirizzo http://www.seeninside.net/piracy/), le cui conclusioni sono state oggi al centro di una conferenza stampa a CasaPound. Nel corso dell’incontro, Di Stefano, che è stato tra l’altro perito di parte civile nell’inchiesta sulla Strage di Ustica (1995/1999), ha illustrato alla stampa le prove che a suo avviso scagionano senza ombra di dubbio i due fucilieri del Reggimento San Marco che erano imbarcati sulla petroliera Enrica Lexie e che sono ancora agli arresti in India con l’accusa di aver ucciso i due pescatori Valentine Jalstine e Ajesh Pinki.

Sono due, in particolare, le novità principali che emergono dalla perizia. Sul fronte della balistica, Di Stefano ha dimostrato che il calibro del proiettile usato è incompatibile con le armi in dotazione ai nostri militari e ha individuato chi nella zona utilizza la cartuccia 7,62x54R: ‘’Si tratta appunto – spiega – dei barchini ‘Arrows Boat’ della Guardia costiera dello Sri Lanka’’, paese che con l’India, sottolinea l’esperto, ‘’si contende le zone di pesca’’. Inoltre, aggiunge, ‘’dall’analisi del contesto, viene fuori che i tempi di rientro del St. Antony nel porto di Neekandara sono completamente sballati, sia per la posizione indicata dal capitano Freddy Bosco sia per la posizione indicata dalla Guardia Costiera indiana: mancano all’appello infatti circa 4 ore’’. Insomma, sottolinea Di Stefano, ‘’prende sempre più corpo l’ipotesi che il St. Antony sia stato mitragliato perchè sconfinato in acque dello Sri Lanka’’.

Quanto alla Enrica Lexie, a bordo della quale si trovavano i due militari italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, la perizia dimostra che ‘’nel momento in cui il peschereccio St. Antony è stato colpito la petroliera italiana si trovava 27 miglia più a nord’’. Per questo, conclude Di Stefano, ‘’gli autori dell’omicidio dei due pescatori vanno ricercati altrove, piuttosto che nel personale imbarcato sulla Enrica Lexie. E credo di poter dire che esaminando i tracciati radar non potranno venire che nuove conferme’’.

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