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MATERA: ROSE ROSSE E UNA TARGA, CASAPOUND ITALIA ONORA I MARTIRI DELLE FOIBE

Iniziative in tutta Italia per ricordare le 30mila vittime delle foibe e una manifestazione virtuale intitolata “10 febbraio: io non scordo” che vedrà dalle 11 alle 12 di oggi centinaia di siti internet, blog e forum, con Tricolore listato a lutto, osservare un’ora di silenzio nel rispetto dei connazionali caduti per mano dei titini. Come ogni anno, CasaPound Italia si mobilita per tenere viva la memoria dei tragici eventi che dall’8 settembre 1943 in poi colpirono la comunità italiana di Istria, Dalmazia e Friuli-Venezia Giulia. A Matera la comunità di CasaPound Italia e Blocco Studentesco ha ricordato la tragedia con una ‘targa’ posta sotto il monumento ai caduti di piazza Vittorio Veneto sulla quale è riportato il racconto di Graziano Udovisi, uno dei pochi sopravvissuti all’infoibamento, e la frase “Onore ai martiri delle foibe” circondata da alcune decine di rose rosse.

“Mentre in alcuni comuni d’Italia – spiega Stefano Dubla, responsabile regionale di Cpi – si fa strada, con la complicità delle istituzioni, una nuova ondata di negazionismo strisciante la nostra comunità ritiene doveroso ricordare con ancora più forza il sacrificio dei nostri connazionali infoibati o costretti ad abbandonare le loro case dalla furia slavo-comunista, né intendiamo dimenticare il gesto dei ferrovieri di Bologna che versarono sui binari il latte che alcuni cittadini volevano donare ai profughi né tanto meno chi arrivò ad affermare: ‘non meritano davvero la nostra solidarietà né hanno diritto a rubarci pane e spazio che sono già così scarsi’, come recitava un articolo de L’Unità del 30 novembre 1946 riferendosi agli esuli”.

“Cortei vietati, spazi non concessi, manifestazioni non autorizzate per sedicenti problemi burocratici o di ordine pubblico, boicottaggi: anche questo è un modo per tradire la memoria degli italiani infoibati – sottolinea Cpi – Tuttavia, uno Stato degno di questo nome ha il dovere di far rispettare una legge, come la 92 del 2004, votata da un parlamento che fino a prova contraria è ancora sovrano, e ci aspettiamo che i tanti che si sono battuti per farla approvare reagiscano ai sempre più evidenti tentativi di ributtare nel dimenticatoio una tragedia su cui il silenzio l’ha fatta da padrone già per oltre sessant’anni. E’ incredibile che a più di mezzo secolo dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ricercare e affermare la verità storica sia da più parti considerato alla stregua di un reato d’opinione ma, come diceva Orwell, ‘in un mondo di menzogne, dire la verità è un gesto rivoluzionario’ e anche in questa ottica la scelta del sindaco di Matera di ricordare non solo i martiri ma anche gli anni di silenzio e oblio tesi a nascondere le atrocità dei partigiani slavi è un gesto molto coraggioso”.

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“Con azioni concrete potremo sconfiggere quella congiura del silenzio che ha seppellito per due volte quelle 10, 20, 30 mila persone che in quegli anni drammatici furono torturate e uccise a Trieste e nell’Istria controllata dai partigiani comunisti jugoslavi di Tito. Uomini, donne e bambini gettati dentro le voragini naturali disseminate sull’altipiano del Carso.”

Salvatore Adduce, sindaco di Matera

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