Home > Uncategorized > Zentropa, un pugno in bocca ai pregiudizi

Zentropa, un pugno in bocca ai pregiudizi

di Antonio Rapisarda

«Fate l’amore e la guerra». Sì, siete su Zentropa. Che vi accoglie così: con un inno alla libertà e alla responsabilità. Tranquilli, non è un richiamo alle armi, ma un invito a prendere la vita per quello che pone davanti. Certe volte anche il conflitto, soprattutto con se stessi. Ma che cos’è Zentropa? Un sito. Ci siete quasi, il supporto è il web. Ma è davvero qualcosa di più.

All’inizio ci finisci quasi per caso (ma, come cantano dei tali, «il caso non esiste mai… no?»). Ma dopo qualche giorno diventa un rito, un’ossessione. Per qualcuno la salvezza quotidiana. Grafica innovativa, lettering che diventa vero e proprio design e una spiccata voglia di dissacrare i templi della società moderna. Zentropa – anche se non vuole essere – è diventato il contenitore dell’immaginario “post-contemporaneo” di tutto l’ambiente non conforme. Pics, racconti, episodi, porta aperta su culture-microculture-controculture-subculture. E poi denuncia sociale con il gusto dell’assurdo, come per la critica ai costumi della società dell’effimero, rappresentata sempre in un contesto di degrado: donne buffe con quel trucco che deborda, uomini sfigurati dallo stress. Sembrano rappresentazioni odierne delle miserie immortalate dall’Assenzio di Degas.

«Vogliamo suscitare delle interrogazioni, dei “questionamenti”, spingere la gente a dubitare, ad interrogarsi sui loro modi di vivere, sul loro futuro, spingerli al rifiuto del degrado materialista e portarli alla rivolta intellettuale e politica». Così dicono di loro. Perché qui l’estetica è al servizio della giustizia, non è un mero esercizio di stile. Chi sono i tipi di Zentropa? Internauti? Blogger? Tecno-ribelli? Loro si definiscono, “semplicemente”, archeofuturisti.

Zentropa è fatto in francese, in italiano, in russo, in inglese. Sì, il sito è la koinè per tutti gli identitari del globo che a questo fanno ormai riferimento: dal centro sociale popular in Uruguay alle esperienze di chi lotta in Québec per l’affermazione della propria cultura, fino agli sperduti angoli d’Oriente dove ancora sorge il sole. «0% razzismo 100% identità»  è uno slogan fondamentale per Zentropa: «Esprime il nostro orgoglio per quello che siamo, per la nostra cultura e per la nostra storia esprimendo chiaramente nello stesso tempo il nostro rigetto delle derive caricaturali e piene d’odio dell’ideologia suprematista e del rifiuto dell’alterità». Un pugno in bocca, insomma, ai pregiudizi e alle diffamazioni.

L’Europa, o meglio l’asse Italia-Francia, diventa l’epicentro, il centro di raccolta e rielaborazione di questo flusso di eventi, situazioni, concerti, ingiustizie, personaggi, riscoperte. E i contenuti? Da Chuck Palahniuk a Brigitte Bardot, da Seneca a tutti gli irregolari che di nome fanno Drieu La Rochelle, Malaparte, Bukowski. E poi punk e ballerine, cultura straight edge e veganismo, ambientalismo e religiosità. Insomma qui trovi tutto quello che – leggendo i “soliti” quotidiani – non ti aspetti: un ambiente immerso fino al collo nella società ma abbastanza vaccinato da prenderne le distanze, da denunciarne lo smarrimento da sé . Un centro di “esistenza” globale è Zentropa, nel quale – come avrete capito – l’ortodossia sta nel metodo e nello spirito più che nel programma.

A proposito, ma perché Zentropa? Il nome è stato scelto riferendosi al film Europa di Lars von Trier – lui, il regista tanto discusso – nel quale, all’indomani della Seconda guerra mondiale, una compagnia delle ferrovie transcontinentale chiamata Zentropa riprende difficoltosamente la propria attività. E questo rimettersi in gioco è il cammino della comunità che da Roma a Hong Kong tiene in vita questo laboratorio creativo e politico. Adesso riprendete fiato. E dopo aver visto il sito, uscite e moltiplicatevi al grido di «amour, absinthe, revolution!». Siete figli di Zentropa adesso.

Annunci
  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...