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Ribelli e futuristi : incontro con gli Zetazeroalfa

da Zentropa.info

1. Per cominciare, potete dirci che cos’é esattamente Zetazeroalfa : un gruppo musicale, un gruppo politico, un concetto, una “marca”, un emblema?

Zetazeroalfa è tutto questo e molto di più. E’ un gruppo musicale che non ha mai fatto una cover di altri gruppi ma ha costruito nuove strade. È un gruppo politico perché per noi la musica è politica, aggregazione e militanza. È un concetto base perché racchiude il principio stesso della ciclicità e del nerobiancorosso. E’ una marca perché vende tante magliette, felpe e dischi il cui ricavato va poi investito in nuove strutture tipo la sala prove, il service musicale o la libreria. E’ un emblema perché lo trovi in tutti gli stadi d’Italia e in molti stadi d’Europa portato da tifosi particolari. Ma è anche l’inizio, il cambiamento, la sfida e l’appartenenza ad un klan molto numeroso.

2. Recentemente avete suonato a Bangkok. Perché questa scelta che può’ sembrare sorprendente?

Ci piacciono le sfide, le scelte difficili, le scommesse improbabili. Ci piace sorprendere gli altri ma soprattutto ci piace sorprenderci ancora come quando eravamo bambini.

3. Rimaniamo in Asia. Voi supportate il popolo Karen perseguitato dalla giunta Birmana. Quel’é l’origine e il senso di questo impegno?

Il popolo karen è l’unico popolo del sud est asiatico che non commercia in droga o nel traffico di bambini. La droga che stordisce la gioventù europea parte da quelle zone, dal famoso triangolo d’oro: Laos, Cambogia e Birmania. L’esercito karen incendia i campi di papavero e combatte l’uso di stupefacenti. L’etica di questo popolo lontano è molto più vicina di quello che si crede. Non è un caso infatti se negli anni precedenti tantissimi camerati italiani e francesi hanno combattuto fino all’ultimo al loro fianco.

4. Sembrate particolarmente attenti alle problematiche internazionali e avete creato recentemente l’associazione “Solidarité Identités” (SOLID) per gestire le vostre missioni umanitarie all’estero. Potete presentarci quest’associazione e evocarne le azioni future?

Sol.Id. nasce dalla volontà di creare una rete di supporto solidarista europeo verso quei popoli a noi vicini eticamente o strategicamente.
In passato siamo stati al fianco dei karen, delle enclavi serbe in Kosovo e negli orfanotrofi del Kenya. In futuro andremo in Sudafrica in difesa della minoranza boera e in Crimea dove vive una comunità di 300 italiani dimenticati e abbandonati al proprio destino. La nostra patria è dove si combatte per la nostra Idea.

5. Non temete che vi venga attribuito un gusto eccessivo per “l’esotismo” e che vi si rimproveri di trascurare i problemi dei “più’ vicini”?

Con il tempo ho imparato a differenziare le critiche costruttive da quelle dettate dalla malafede. Chi pensa che CPI faccia azioni esotiche e non curi i problemi così detti vicini mente sapendo di mentire. Tutto quello che fa CPI ha un senso, un percorso, un obiettivo. CPI è pragmatismo, attitudine, volontà e combattimento. Ed è per questo che da anni cura orfanotrofi e ospedali con raccolte solidali. È per questo che ha in funzione 24 ore al giorno uno sportello al servizio del cittadino vittima di usura bancaria, emergenza abitativa, disoccupazione e altro. E’ per questo che nel corso degli anni ha occupato decine e decine di palazzine (collezionando molte denunce) per dare un tetto a centinaia di famiglie italiane che un tetto non avevano. E la lista di cose che i militanti di cpi fanno tutti i santi giorni è lunghissima: Dai cortei ai banchetti, dai volantinaggi ai turni di guardia,dalle conferenze all’apertura di nuovi spazi, dalle affissioni ai concerti, dai momenti comunitari alla difesa fisica degli spazi. Quale altra organizzazione può vantare un tale slancio? Chi, oltre noi, ha una tale mole di lavoro?

6. L’attualità politica recente, soprattutto la crisi dell’Euro e l’esplosione migratoria rappresentata da Lampedusa, ha, a quanto pare, favorito un ritorno del discorso “sovranista” e delle velleità di “ripiego” sul pre-quadrato nazionale a scapito dell’idea europea. Da parte vostra, integrate la vostra azione politica e culturale in un ambito strettamente “nazionalista italiano” o in quello di una costruzione europea necessaria e di un’unione dei popoli europei?

Noi sappiamo da tempo che l’immigrazione è un veleno per il nostro popolo. Perché crea ghetti, perché crea concorrenza sleale sul posto di lavoro, perché annulla le conquiste sindacali ottenute nel corso degli anni, perché deforma e sconvolge ll paese che ne è succube. Vogliamo il blocco dell’immigrazione immediato per tutta l’Europa. Che è la nostra terra.

7. Esistono dei gruppi politici o culturali in Europa ai quali vi sentite vicini?

Prima ne avevamo di più a dire il vero. Molti gruppi sono cambiati radicalmente facendo inversioni vergognose per inseguire delle legittimazioni a dir poco ridicole. Ciò nonostante non portiamo rancore perché l’essere magnanimi è tipico degli spiriti liberi che vivono tutti i giorni in camicia nera. Andiamo per la nostra strada, come sempre abbiamo fatto d’altronde, incuranti dei loro lamenti e del loro chiacchiericcio.

8. I movimenti patriottici e identitari europei attualmente si interessano molto all’Italia e alle realizzazioni di Casapound. Pensate che l’originalità e il modo di funzionamento del vostro movimento siano “trasferibili” all’estero?

Certo. Con sistemi e tempi diversi.
Ad esempio non necessariamente è obbligatorio occupare uno stabile. Molti gruppi credono che cpi sia esclusivamente occupazione di stabili. Non è così.
Cpi si articola su 4 parole d’ordine: cultura, solidarietà, sport e politica.
Quindi conferenze, presentazioni di libri, riviste mensili, web radio e web tv, produzioni di testi, aperture di librerie per ciò che riguarda la cultura.
Quindi volontariato, protezione civile, gruppi di donazione sangue, gruppi di intervento medico, gruppi di assistenza legale e fiscale, sportelli del cittadino, raccolte di vario genere per quanto riguarda la solidarietà.
Quindi gruppi agonistici di combattenti sportivi, scuole calcio, squadre di paracadutismo sportivo, corsi da sub, società di rugby, pallanuoto, club motociclistico,e tanto ancora, per quanto riguarda lo sport.
Quindi proposte di legge rivoluzionarie tipo mutuo sociale, tempo di essere madri, acqua pubblica, fratello sole per quanto riguarda la politica.( e tanto altro ancora, certo)
Come vedi per fare tutto questo non serve un palazzo di 7 piani nel centro di Roma. Come non serve nella maniera più assoluta un partito. O un padrone che finanzia, anzi.
Bisogna solo credere. E cercare le persone che come te sono disposte a donare tutto se stesso. E avere una tabella di marcia. E una grande voglia di farla davvero questa marcia.
Il resto viene da sé.

9. Quali sono i vostri obiettivi a corto, medio e lungo termine?

Il nostro obiettivo è uno.
È quello di riprenderci tutto.

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