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Missione umanitaria in Birmania di CasaPound Italia e Popoli, Gianluca racconta il viaggio tra i Karen

Gianluca è in Birmania con una delegazione di CasaPound Italia e la comunità solidarista Popoli per una missione umanitaria tra i Karen. Sono entrati clandestinamente nel paese e al momento si trovano nella giungla – nella stessa zona dove la scorsa settimana i birmani hanno ucciso un karen del FREE BURMA RANGERS – per rifornire di medicinali le cliniche mobili che Popoli ha allestito per i ‘’profughi interni’’, circa mezzo milione di persone che vive in precari insediamenti nella giungla, appunto, sotto il costante assedio dell’esercito di Rangoon. Per capire che situazione è, basta guardare le agghiaccianti immagini che sono state postate qualche giorno fa: bambini uccisi, villaggi incendiati, tutto nella pressoché totale indifferenza delle organizzazioni internazionali e dei mezzi di informazione, con qualche rara eccezione.

I Karen, una delle principali etnie che compongono il mosaico birmano, da oltre 60 anni lottano per la libertà cercando di resistere a una sorta di pulizia etnica avviata dalla giunta militare che governa il paese. Contrari per ragioni etiche al traffico di droga, che è una delle ‘attività principali’ del governo del Myanmar, nel 1995 I Karen hanno perso la “capitale”, Manerplaw, un villaggio di palafitte che ospitava anche i tanti movimenti della dissidenza politica birmana, compresa la Nld (National League for Democracy) di Aung San Suu Kyi. In centinaia di migliaia sono stati costretti a spostarsi nella giungla per sfuggire ai rastrellamenti, agli arresti e alle esecuzioni sommarie, divenendo in pratica profughi all’interno del loro stesso paese, ‘profughi interni’ appunto.

Tra le migliaia di mine piazzate ovunque, le incursioni dei militari e le malattie che inevitabilmente sono connesse alla vita nella giungla, la prima emergenza per i Karen è ovviamente quella sanitaria. E, tra le tante cose, Popoli soprattutto si occupa di questo: raccoglie i fondi per acquistare medicinali in Thailandia e organizza due o tre volte l’anno una missione in Birmania per andare a rifornire di quello che serve le tre cliniche mobili che ha allestito nei territori dove vivono i profughi interni. E questo fa anche CasaPound Italia, che con Popoli ha avviato una collaborazione già da qualche anno.

Gianluca ci teneva ad andare a vedere con i propri occhi una realtà per la quale Cpi si è impegnata molto, partecipando alle missioni, raccogliendo fondi e materiali necessari a realizzare le protesi per le tante vittime delle mine (soprattutto bambini) e cercando di far passare informazioni su una strage di cui si parla molto poco.

Quello che ci ha fatto sapere da lì, per il momento, è che sta raccogliendo immagini e interviste per raccontare una storia che vale la pena raccontare e che da questo viaggio ha già imparato una cosa: che la libertà è un’attitudine.

Da oggi in poi – tecnologia permettendo – tenteremo di tenervi quotidianamente aggiornati attraverso facebook, il sito di CasaPound Italia e Noreporter, raccontandovi il viaggio attraverso le parole e le foto di Gianluca e dei volontari che sono con lui. Ogni giorno, inoltre, alla missione sarà dedicato uno spazio all’interno della rassegna stampa di Rbn tra le 13.30-13.45. Leggete, ascoltate, diffondete. E’ importante.

http://www.facebook.com/pages/Gianluca-Iannone34745146386

http://www.casapounditalia.org

http://www.noreporter.org

http://www.radiobandieranera.org

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