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CasaPound Italia risponde ai deliri di Nunzio Festa – 2° round

Rieccoci, nuovamente, a rispondere nel giro di pochi giorni alle lezioni di democrazia e antifascismo di Nunzio Festa. Speravamo che una volta raggiunti i suoi quindici minuti di notorietà con l’intervento sul ‘Quotidiano della Basilicata’ dell’11 giugno scorso, ritornasse soddisfatto a scrivere poesie per quello che lui stesso definisce un “immondo mondo”. Purtroppo ci sbagliavamo ed evidentemente questo “immondo mondo” lui ha deciso di educarlo con i suoi deliri mascherati da predica. Un dato positivo però l’abbiamo raggiunto: Festa non parla più di storia, risparmiandoci così quei mal di pancia che ci aveva provocato con i suoi strafalcioni nel precedente intervento.

Se abbiamo lasciato passare alcuni giorni prima di degnarlo di una risposta è perché avevamo un appuntamento importante: un bellissimo concerto, dal nome Tana delle Tigri, a cui hanno partecipato centinaia di giovani venuti da tutta Italia, in un tripudio di voglia di vivere e divertimento, tenuto a Roma presso Area19, una stazione realizzata per i mondiali di Italia ’90 e che ha funzionato solo per pochi giorni prima di essere abbandonata. Oggi Area19 è una delle conquiste di cui più andiamo fieri e ha restituito una splendida struttura alla città di Roma diventando il simbolo della lotta agli sprechi cui purtroppo la politica italiana ci ha abituati. Ma a Festa non interessano gli sprechi, non interessa l’immondizia che da Potenza arriverà a Matera per volontà del suo Presidente De Filippo, non interessano i mutui usurai con cui le banche affamano la povera gente, non interessa l’assenza di politiche di sostegno alla famiglia. Festa vive nel suo mondo, fatto di fazzoletti rossi e magari di nostalgia per le chiavi inglesi con cui si sprangavano i fascisti. Il male d’Italia, per Festa, è CasaPound. Ecco, diciamolo chiaramente, siamo la “banda bandita” da Nunzio Festa, e non ci dispiace.

Però abbiamo notato, leggendo i suoi articoli, che Festa ha qualcosa in comune con noi: la voglia di esplorare anche se con metodi e finalità diverse. Infatti, mentre a noi piace esplorare mondi diversi dal nostro per saziare la nostra sete di conoscenza e amiamo confrontarci con chi la pensa diversamente, forti delle nostre idee ben radicate, a Festa piace solo esplorare nel torbido, alla ricerca di fango da tirarci addosso, ma non trovando niente gli rimane solo un’arma: la menzogna. Così prima diffama accusandoci di aggressioni di cui non ha nessuna prova, poi paventa una possibile minaccia antidemocratica che si celerebbe dietro le nostre iniziative.

La verità è un’altra e di certo Festa non ve la racconterà mai. Alle nostre conferenze può partecipare chiunque, basti pensare all’ex BR Valerio Morucci che è venuto a presentare il suo libro a CasaPound dopo che l’Università Sapienza gli aveva negato l’accesso, o a Paola Concia (Pd), che non ha avuto problemi quando è venuta a confrontarsi con noi sui diritti delle coppie gay a Roma, ma che è invece stata contestata in maniera becera e violenta al Gay Pride di Napoli da alcuni dei suoi ‘democratici’ compagni. Festa invece la voce e il diritto di parola vuole toglierceli appellandosi a libere interpretazioni delle leggi. Ma vuoi vedere che, gratta gratta, i veri intolleranti antidemocratici non siamo noi come Festa vuole far credere nella sua crociata antifascista ma sono proprio quelli che, come lui, vogliono negarci ogni tipo di agibilità?

Festa l’ha ammesso: ha paura di noi, e qualche altro antifascista ingenuamente ci ha chiarito il concetto: da quando è arrivata CasaPound una certa sinistra è andata nel panico perché si sono resi conto di aver perso tutte quelle che un tempo erano le loro battaglie storiche, perché non hanno più idee, più argomenti per confrontarsi, più speranza in un futuro migliore. Ecco quindi che nasce la necessità di metterci a tacere, di imbavagliarci, ecco quindi che l’antifascismo, la negazione dell’idea altrui, torna attuale. Tutto ciò però non ci impensierisce, non ci spaventa, anzi, di tanta stupidità ridiamo mentre il nostro passo, quello che Festa suggerisce di guardare per conoscerci, va avanti, incessante e deciso, perché, per citare il fascista eretico Berto Ricci, abbiamo “buone gambe e una tremenda voglia di camminare”.

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